mercoledì 27 giugno 2012

Let Me Be

A parte il caldo, a parte tutto questo osservare le nuvole desiderando di starci in mezzo, a parte le canzoni alla radio sempre uguali tra banjo e "eeh, oooh", a parte gli esami e le cose da studiare che non sono proprio quelle che vorrei studiare, a parte tutto non passano certe cose.
C'è la mancanza dello sfogliare le pagine di un libro che mi intrighi e del piacere di apprendere cose utili ad un futuro che sia mio, non della società. Non so, non riesco a vedermi proprio tra 20 anni, figuriamoci tra 5 o 3. Ma ripeto, a parte tutto, non passano proprio né il desiderio di finirla con tutta questa pagliacciata della laurea e con questi esami dati da professori svogliati, che non hanno alcuna voglia di ascoltare quello che hai da dire, né soprattutto la volontà di arrivare dove sento di dover arrivare.
Tutto il possibile.


sabato 23 giugno 2012

Moment's Notice

Non so perché, ogni volta che mi immagino momenti in macchina, me li immagino silenziosi e concentrati. Mi immagino di seguire la strada con il finestrino abbassato, i fari accesi o spenti che siano, una persona al fianco oppure no, e un pezzo qualsiasi di quelli che sto ascoltando ora.
Forse, sono silenziosi perché ne sento e ne dico talmente tante di parole durante il giorno che, almeno nelle fantasie, voglio stare in silenzio. Ma non un silenzio triste, un silenzio che ascolti.

Come quando guardi un bel quadro e non vuoi dire niente per descriverlo, perché vuoi prima pensare bene a cosa dire. Non ho così tante parole da usare, sono sempre le stesse che si ripetono in un interminabile circolo vizioso, però voglio usarle bene.
Blue In Green e passa la paura, e poi Blowing The Blues Away.
Sì, stasera è una serata jazz, perché è l'unica musica che riesce a tenerti compagnia in qualsiasi situazione e a farti stare bene. No Matter What.

Coltrane

Ha senso stare a letto, leggere delle vite degli altri ed immaginare di partire.
che poi, partire per dove non è assolutamente importante.
Ha senso parlare del nulla, perché non è mai nulla se sentiamo il bisogno di parlarne.
Che poi viene voglia di fare mille foto a tutto, per paura di non ricordarsi com'era, ma sappiamo benissimo che le foto migliori sono quelle che non facciamo.
ad esempio l'abbraccio in cui ci siamo addormentati ieri, la sensazione che ho avuto qualche minuto fa sentendo Say It. Il fatto di dire le cose, anche a raffica.

Dillo che non c'è bisogno di scrivere sempre cose deprimenti, che i momenti belli sono anche quelli in cui sei da solo e ti viene all'improvviso voglia di ballare, di uscire e andare in un posto pieno di candele, musica e enormi cuscini su cui sdraiarsi e guardare in alto.
Dillo che vorresti fare di più, riprendere da dove eri rimasto.
Non mi importa delle cose che so, quelle non contano più perché sono troppo poche.
So che se mi impegno questa finestra può diventare il finestrino di un treno, e questo letto il sedile di un vagone. Ma anche no, anche solo una sala vuota con tante risate e la gioia delle persone che amo. Magari, magari questa stanza può diventare un piccolo saloncino con la musica ad alto volume ed un po' di soddisfazione. In un'altra città, in un'altra vita parte di questa qui.

Lo dico allora, lo dico: voglio partire con questa musica ed un bel sorriso.


t-tisshh, t-tisshh, t-tisshh..