venerdì 2 aprile 2021

Dermatillomane

Non so neanche quanti anni siano passati da quando ho iniziato a sfogare lo stress, la frustrazione e l'ansia prendendomela con le mie dita; però so che è da più di metà della mia vita che lo faccio, con qualche rarissima e brevissima pausa. In questo momento, uno dei miei due pollici è in questo stato: un rosso purpureo che copre quasi metà dito, con solchi evidenti che quasi potrebbero diventare nuove linee della vita. Non è bello da vedere per nessuno, nemmeno per me, ma sono talmente abituata all'aspetto delle mie mani martoriate, che non mi fa nessun effetto. Provo imbarazzo se devo mostrarle a qualcun altro, ma è meno forte del desiderio di sentire la pelle liscia e levigata, che mi spinge a staccare una pellicina dopo l'altra, nonostante sia consapevole del fatto che più strati di pelle scarnificherò, più tempo ci metterà a rimarginarsi, e più pellicine si creeranno. È un circolo vizioso, per l'appunto, un disturbo che è stato etichettato come dermatillomania ed è stato incluso nello spettro ossessivo-compulsivo. Per qualche mese, diversi anni fa, sono riuscita a smettere e sono stata convinta di esserci riuscita per sempre. Era un periodo in cui mi sentivo bene con me stessa, avevo iniziato a parlare in pubblico seguendo un corso, che mi aveva aiutato anche al lavoro, e avevo finalmente capito quale fosse la mia passione e chi volevo diventare da grande. Poi sono stata da sola, lontano da casa, per un mese intero, e in un giorno di nostalgia e stress ho vanificato tutto.
Il punto è che non ricordo esattamente cosa avessi fatto di speciale, per smettere. Avevo solo iniziato ad applicare la crema idratante ogni volta che sentivo l'urgenza di spellarmi, nient'altro. Eppure se ci riprovo adesso dura al massimo due giorni, dopo di che riprendo senza troppi sensi di colpa, perché non trovo un altro modo efficace di sfogare lo stress, e perché sono annoiata e insoddisfatta. 
Non so bene cosa penso di ottenere, scrivendone qui: forse ho solo la velata speranza che, auto-analizzandomi in uno spazio accessibile ad estranei, possa convincermi a riprovare per l'ennesima volta a smettere, o che qualcuno, grazie a qualche assurda ricerca online, finisca su questo blog, si ritrovi in queste parole e voglia condividere una strategia vincente. 
In ogni caso, proverò a scrivere ancora, se ci saranno dei progressi. Chissà.