venerdì 24 agosto 2012

La ginnastica del circo paradisiaco

Lottare tra la paura di andare da sola e l'assoluta insicurezza di fronte a tutte quelle facce che un tempo conoscevo. Una, in particolare, che ricorda un trilione di eventi, abbracci e tanto affetto. Cercare nello stomaco l'indifferenza, il distacco e la forza per sorridere senza far vedere al mondo tutto quello che c'è dietro quei 32 denti.
E poi ritorna alla mente la gymnopedienumerouno di Satie e squarcia questa mattina di pensieri.
Mi vedo già lì, a vagare tra la folla con la sensazione di non sapere con chi parlare e che cosa dire, con un pacchetto di sigarette comprato per l'occasione, di quelli che prendi solo per uniformarti alla media e socializzare. gli unici che compro io. Sono pronta a sfoderare tutte le banalità che conosco!
questo è per l'insicurezza:


e questo è per il circo massimo di domani sera:




Battiamo le mani, tutti insieme dai!

mercoledì 8 agosto 2012

What's missing

Mi mancano i dischi: mi manca prenderne le custodie in mano per scegliere quali portarmi a casa e ascoltare e mi manca andare in un negozio per comprare i dvd solo dei film che lo meritano.
Mi manca stare seduta su una roccia a guardare il mare, arrivare in cima alla montagna per vedere i gabbiani, vedere la marea che arriva fino alle torri di Mont Saint Michel, mentre la spiaggia viene ricoperta da uno strato immenso di acqua.
Mi manca scrivere sul diario, e rileggerne il contenuto di momenti e ricordi che credevo di dover conservare; e mi manca quell'idea di sabato che hai solo quando vai a scuola, quando tutte le tue speranze e le tue organizzazioni confluiscono in quell'unico giorno.
Mi mancano i vagabondaggi, le uscite senza meta e improvvisate, le montagne russe degli Universal Studios, le strade giganti americane.
Mi manca credere di poter, un giorno, diventare regista o sceneggiatrice e sognare di mostrare al mondo quanto valgo, se valgo.
Mi mancano le organizzazioni di viaggi impossibili, verso mete lontane, e il desiderio di andare in Jamaica per salvarla dal male, chissà con quali forze.
Mi manca suonare tutti i giorni, avere tempo di pensare a cosa fare il giorno dopo.
Mi manca saper parlare inglese senza la paura di sbagliare ogni tre secondi e mi manca quella meravigliosa sensazione di indipendenza provata a Londra o a Valencia.

Eh vabbe!


august

Si svegliava un desiderio, mentre gli occhi tornavano a vedere i contorni familiari della stanza da letto.
Un desiderio di novità e vite da pellicola, di quelle felici ma non troppo, ricche di eventi e uscite serali.
E poi un piede giù dal letto, per primo l'alluce a condurre i successivi passi verso una routine immobile.

Succede, in agosto, che il tempo solitamente passato a prepararsi per uscire si fermi di fronte a un televisore e ad un lettore dvd. questo capita, in successione, nei seguenti casi:
a) commedie romantiche inedite
b) film già visti ma sorprendentemente dimenticati
c) thriller, di quelli che però poi mi restano conficcati nella memoria per ripresentarsi alla prima occasione.
Oggi, 8 agosto, è il caso di una commedia romantica inedita.

sabato 4 agosto 2012

Blindsided

Cullami, tra i rami di quell'albero in giardino. Cullami tra l'erba e l'odore del muschio che si fa sempre più acceso, quando lo vedo sfocato correre verso di me, con la sua gioia immensa e tutta la sua forza racchiusa in quei movimenti veloci, in quella corsa senza sosta. Cullami in una musica senza fine di meravigliosi riverberi e voci sovrapposte. Un collage di sorrisi e carezze, una visione continua di meraviglia e l'olfatto sempre allietato da odori celestiali.
Un caffè.
Il basilico fresco.
La tua pelle.
Le rose di nonna che ancora crescono rigogliose
La lavanda vicino alla madonnina
E il latte caldo coi cereali la mattina
Ancora non riesco a separarmi da questa canzone, si è aggrappata.


venerdì 3 agosto 2012

"Man, it's good to be alive"

Restano le foto appese su una bacheca in una stanza abruzzese, e forse qualche sogno in più di riconciliazioni o vecchie serate piacevoli. Mi porto dietro quattro note al pianoforte, di quelle tristi, tetre e malinconiche che poi però, con un semplice accordo, diventano felici, serene e shpenzierat'. Lo vedo lì, pieno di tasti immobili a chiedermi sempre "ehi, mi suoni un po'?". Vedo le scadenze, e mi sento le manette ai polsi che stringono. Il 5 settembre è sempre più vicino, e poi il 10 e il 12 e il 15. Ma arriverà una fine, perché deve arrivare. E quella fine sarà l'inizio di una grande amicizia tra me e quei due strumenti lasciati lì a impolverarsi. Gli comprerò due impermeabili e un cappello, così potremo allontanarci insieme come in Casablanca.
E vienimi a parlare di quel futuro roseo che ho in testa, ché ne ho proprio bisogno per superare questi esami demm...