martedì 21 aprile 2015

Look inside of my soul

Guardo, ascolto e diffondo.
Mi sono ripromessa di non parlare più di persone, eppure eccomi qua.
Come si fa a parlare di concetti astratti, quando tutti i giorni si ha a che fare con oggetti e soggetti concreti?
Di mancanze, sì, se ne parla. E di presenze che suscitano affetto, perché riportano alla memoria vecchie conoscenze, anche. 
Eppure si parla anche di mani e occhi. Ad esempio le mie mani tremano ogni tanto, soprattutto quando devo parlare in pubblico. I miei occhi si fanno trascinare dal nervosismo ed iniziano a muoversi a destra e a sinistra, alla ricerca di un punto di quiete introvabile. "Stai calma, non è niente".
Ma più ti ripeti mentalmente queste parole, più peggiora la situazione.
Accade la stessa cosa quando mi accorgo che rivedo in una persona atteggiamenti familiari di individui che ho amato, disprezzato e infine cercato di stupire. 
Perché malgrado io mi sforzi sempre di non cercare l'approvazione degli altri, è sempre più forte di me.
Mi è rimasta in testa una frase di Kendrick: look inside of my soul and you can find gold and maybe get rich; look inside of your soul and you can find out it never exists.
L'oro lo devo trovare anche io, ma senza cercarlo prima negli altri.


martedì 24 febbraio 2015

An attempt to remember new words

I've got a problem: I don't have words.

They keep on going astray in my brain, everytime I'm trying to grab them.
How can you cater for somebody, if you don't know how to talk with them?
How can you know your intended reader if you cannot understand his/her silence?

By and large, these are the questions that I've gathered in the last few days.
I'm worried I will not come up to scratch with my life, that my outlets won't be so enthusiastic.
This blog is always a great morale booster, right?

I should write haphazardly, I should be more down to earth, but I've got a bias towards mental circles.

Today, I'm aghast by myself.

Today, I'm on tenterhooks.

Can I come up with the goods?

I need to hone my vocabulary, in order to avoid being hackneyed and formulaic.
My memory is the main stumbling block.


lunedì 26 gennaio 2015

Alzo le mani.

Parlare del nulla o straparlare: per certe persone non esiste la via di mezzo.
Perché il silenzio le spaventa così tanto?
Hanno paura di risultare mediocri se tacciono?
La mediocrità, uno dei concetti più astratti del dizionario italiano.
Limitato, inferiore alla media, sul piano qualitativo, quantitativo, della capacità o dell’efficienza.
Quale immagine si sono costruite addosso, le persone che ritengono di poter valutare il livello di mediocrità di una persona?
Ci sono solo delle semplici regole da rispettare.
Ma in fin dei conti, alla fine si deve sempre andare a cozzare con le regole degli altri.
Sono stanca.


venerdì 16 gennaio 2015

Di parole ho riempito pagine e pagine, pensando che mettendole una accanto all'altra avrebbero assunto un senso tutto nuovo e unico. Ogni tanto è successo, nella maggior parte dei casi sono rimaste quello che erano.
Siamo tanti a scrivere, parlare, ascoltare, annusare, assaporare. Si dice sia inutile pensare a cosa pensino gli altri delle nostre idee, perché gli altri se ne fottono altamente di pensare alle nostre idee. Hanno ben altre cose per la testa.
Cos'è l'assenza del pensiero dalla realtà oggettiva?
È il mio cervello che, ogni due minuti, mi dice di cliccare "apri nuova scheda".
Basta.
Ho l'ansia.



giovedì 8 gennaio 2015

Più passa il tempo, più si perde qualcosa di importante, come il fascino per gli eroi dell'infanzia e dell'adolescenza, che siano Indiana Jones, Nietzsche o Samuel Beckett.
Tanti propositi e poco tempo per realizzarli. E ad ogni ciclo, una pippa mentale in più.
Che palle, a volte, essere donna.