venerdì 12 dicembre 2014

Identità

Di identità si parla quando non si ha bene in mente di cosa parlare. Forse anche quando non si sa bene cosa pensare.
Ché più passano gli anni, più il cervello esplode di nozioni e necessita di ossigeno per tenersele strette.

Ho smesso di scrivere da qualche tempo. Non scrivo più né qui, né su carta. Scrivo su un sito e ogni giorno riacchiappo con le dita le parole che, nel corso di un nuovo giorno di vita, non si sono attaccate alle pareti cerebrali, come speravo.

Per scrivere bene, bisogna scrivere.
Per pensare bene, bisogna pensare.
Per parlare bene, bisogna parlare.

Mi manca la loquacità di certe persone e la lucidità di pensiero di altre.
Non riesco a parlare del vuoto. Se dovessi descriverlo, troverei qualcosa da dire?
È un immenso mondo bianco, in cui gli oggetti si fondono con ciò che li circonda, le parole suonano come il silenzio circostante ed i passi hanno il rumore di una stanza insonorizzata.

Devo riprendere in mano le bacchette.
There's something wrong in my head.
There's a hole where everything I learn gets away.
Never mind, I'll stitch it again.

lunedì 15 settembre 2014

Esiste forse una via d'uscita definitiva dalla dipendenza da socialità fasulla e dalla passiva ed inutile intromissione nelle vite altrui?
Tante volte si smette di osservare gli altri e tante volte si ricomincia.



giovedì 11 settembre 2014

Somewhere

Da qualche parte ci siamo voluti bene, ci siamo abbracciati, abbiamo riso e sorriso per le stesse cose.
Poi, come accade sempre, ci siamo allontanati e abbiamo iniziato a vivere senza l'altro le nostre giornate.
Ci siamo abituati di nuovo ad un mondo senza quel particolare volersi bene, quegli abbracci e quei sorrisi, fino a che non siamo diventati estranei, l'uno per l'altra.
Abbiamo continuato ad avere persone, amici in comune, che qualche volta ci hanno svelato qualche dettaglio della vita dell'altro. Così, pour parler. 
Ci siamo intravisti per strada, con sorpresa, da lontano, ma suppongo sia parso ad entrambi di vedere un fantasma, un ricordo flebile di qualche momento allegro e di quella conversazione sbagliata in macchina, che pur essendo stata sbagliata, appunto, era inevitabile.
Se adesso ci rivedessimo, dopo tutto questo tempo, sarebbe giusto presentarsi con una stretta di mano, ricordando con apparente ingenuità il nostro nome all'altro e sorridendo, come se non avessimo mai visto sollevarsi i nostri rispettivi angoli della bocca.
Da qualche parte siamo stati amici e da qualche parte tu avresti voluto che fossimo qualcosa di più.
Abbiamo smesso di sentirci per un anno e, quando ci siamo ritrovati, ero io che pensavo di volere che fossimo qualcosa di più. Probabilmente perché sentivo di aver cessato di conoscerti e che tu non provavi ancora gli stessi sentimenti nei miei confronti. E mi chiedevo è così facile smettere di amare e di volersi bene? 
Da una parte, se le cose tra noi non fossero andate così, non avrei mai scoperto il vero amore.
Così è.

domenica 11 maggio 2014

A simpering, whimpering child again.

Ci sarà sempre qualcuno con più esperienza, più gioia, più prospettive, più interessi, più talento, più tutto.
Ma perché provare invidia? A che cosa serve, se non a marcire dentro ad ogni nuovo, inutile confronto con la vita degli altri?

Spronarsi a migliorare, sempre. Concentrarsi sulle proprie esperienze, prospettive, gioie etc.
Mirare in alto.
E ascoltare, innanzitutto, perché non si smette mai di imparare, ascoltando.


sabato 12 aprile 2014

Vi(n)coli ciechi

Ho sbagliato tante cose e interrotto tanti rapporti, probabilmente perché avevo paura di non riuscire a portare a termine alcuni percorsi intrapresi. Ho vissuto nelle storie di altri, perché mi sembravano sempre più interessanti delle mie.
Ora che mi sono tolta da sopra la testa quello che sembrava essere un macigno e invece era solo un sasso, uno dei tanti, mi sembra di essere tornata a pensare.
Mi viene in mente una stretta di mano e un primo saluto, come se non ci fossimo mai conosciuti e non fossi mai stata male per qualcosa che non è andato come avrei voluto (o come pensavo di volere).
Le riconciliazioni sono difficili, quando non sai se anche l'altra persona ha il tuo stesso intento oppure ti considera solo una pazza.
Avrò quest'immagine nella testa fino a che non accadrà.
E delicate sia.


lunedì 24 febbraio 2014

Per la serie: vecchie passioni dimenticate.

"Dov'è finito il momento in cui ho scoperto la morte?
Perché deve esserci nell'infanzia un momento così...
quando ti rendi conto per la prima volta che non si può andare avanti in eterno.
Dovrebbe essere un attimo sconvolgente che si stampa nella memoria per sempre,
io...non lo ricordo affatto...probabilmente non c'è mai stato, forse si nasce già con l'intuizione della morte,
prima ancora di sapere che è un nome, prima ancora di sapere che esistono le parole;
veniamo alla luce coperti di sangue, strillando, ma sapendo che per tutte le direzioni della bussola...
c'è un punto di arrivo...la cui incognita è solo il tempo."

Tom Stoppard

sabato 22 febbraio 2014

Quando mi innamoro.

Non ascoltavo così tante volte e con gusto lo stesso album, da quando stavo dentroagliarcobaleni.

Se ti venissi ad ascoltare dal vivo, scorderei volontariamente il cellulare a casa.
Mi fai venire in mente sorrisi e mani che indicano il cielo in movimento, scene di felicità offuscate e camminate sotto al sole; mi sento un po' come Ben, quando sfoga finalmente tutta la voglia di muoversi che si tiene dentro casa.
Sono sicura che anche Cameron Crowe ha apprezzato. Già mi immagino un suo film, con te in sottofondo.

Grazie, hai contribuito a migliorarmi la vita.


These are the words I use to say goodbye.

martedì 18 febbraio 2014

Morning Phase

Un febbraio di groppi e paure.
Vacillare tra giornate produttive, di sicurezza, e giornate così.
Non sapere. Cultura. Libri. Ignoranza. Vacuità.
Attraverso uno sguardo.

Sempre viva l'autenticità.

domenica 5 gennaio 2014

Cosa avrei dovuto rispondere.

Di difetti estetici ne ho sicuramente tanti, quanti sono quelli psicologici.
Non ho il viso simmetrico come le modelle, la maggior parte delle quali usa la chirurgia estetica o photoshop per ottenerlo. Se ce l'hanno dalla nascita, buon per loro!
Non ho un corpo tonico e senza cellulite, perché mi piace mangiare e non ho intenzione di eliminare i dolci per raggiungere chissà quale scopo; non mangio sano perché devo stare in forma o perché devo far colpo sul prossimo, vantandomene, bensì per abitudine e non dico di no a un po' di cioccolata; tendo ad essere superficiale nello studio, in certe occasioni, e a denigrare questioni importanti che potrebbero, alla lunga, aiutarmi a crescere. Pur non volendo, a volte osservo la vita degli altri per vedere a che punto è la mia, dando la colpa a internet, non alla pigrizia; parlo (quasi esclusivamente) di me e di quello che mi colpisce in un blog, perché è qui che ho trovato qualcuno che la pensasse in modo simile e, a differenza del diario cartaceo, è qui che ottengo delle risposte da altre persone lontane dalle mie cerchie di conoscenze. Per questo, a volte sento il bisogno di rifugiarmici.

Cosa vuol dire, essere equilibrati? In base a quale criterio si distingue chi lo è, da chi non lo è?
Le persone che si auto-definiscono equilibrate, buone e anticonformiste sono le più instabili, meschine e conformiste.

Non ho problemi ad ammettere di avere dei difetti, come tutti. Ma che me ne vengano affibbiati, per giustificare un comportamento insolito o un certo malessere nei confronti di qualcuno, non mi va giù.
Cosa ne è del "guardare oltre"?



The earth is a bitch

We've finished our news

Homo sapiens have outgrown their use
All the strangers came today
And it looks as though they're here to stay