Comunque si parla di cose già lette o assimilate da qualche parte, tempo fa.
Le opinioni che ci siamo fatti, sono frutto di esperienze o di confronti già avvenuti.
I rapporti con le persone sono paragonabili a quelli che creiamo con una canzone: ce ne innamoriamo, la ascoltiamo fino a che non ci stanca e la lasciamo lì, finché non resuscita quel desiderio di ascoltarla di nuovo. Ma quella canzone che ci ha colpito in particolar modo, anche se non le dedichiamo tutto il tempo che le avevamo dedicato in un primo momento, riceve da noi rispetto, ammirazione e sentimenti disimpegnati.
Come certe canzoni ci conquistano più di altre, ci restano sotto pelle per sempre, certe persone ci danno e ricevono da noi più di altre.
I rapporti fraterni o paterni sono esenti da tutto ciò, perché siamo nati con lo stesso sangue nelle vene.
Non voglio svalutare questa canzone o le persone a cui tengo, per poi ricordarmi di amarle e tornare a dimostrarlo. Deve essere una dimostrazione abitudinaria e spontanea.
L'abitudine è di per sé una cosa buona, perché significa che abbiamo trovato qualcuno con cui essere noi stessi in tutto e per tutto, come fossimo a casa nostra. Ma diventa nemica, a volte, quando ci fa dimenticare come si è arrivati a provarla, i bei momenti che l'hanno fatta arrivare nella nostra vita.
Li ho scritti tutti su una pagina del mio diario, perché quei bei momenti restino impressi da qualche parte dove io li possa ricordare e rinsavire, quando l'abitudine mi farà distrarre e svalutare tutto alla ricerca di nuove sensazioni.
Bisogna lottare per stare bene e bisogna lottare affinché la vita di tutti i giorni non ci faccia dimenticare i nostri obiettivi: noi viviamo per noi stessi. Le cose che studiamo, le studiamo per crearci un nostro futuro. La vita di tutti i giorni è una dolce distrazione, ma non ci aiuta a diventare ciò che vogliamo essere in futuro.
Le giornate che passiamo davanti alla tv, ad esempio, sentendoci in colpa perché non stiamo studiando per gli esami o non stiamo facendo nulla di produttivo, sono quelle che non ricorderemo con piacere un giorno, quando non avremo più tutto il tempo a disposizione che abbiamo, invece, adesso. Penseremo
avrei potuto ascoltare tutti quegli album che adesso, con questa vita che conduco, non ho il tempo di ascoltare. Invece di pensare agli altri, che riescono meglio di me nelle cose, che viaggiano più di me e vedono più cose di me, che hanno le idee più chiare delle mie, che hanno meno paura di me o più forza di me, mi sarei dovuta concentrare sulla mia vita e su ciò che mi avrebbe resa migliore. A me, non agli altri, che non gestiscono la mia vita ma la loro, e che vivono per migliorare la loro, non la mia.
Ecco perché bisogna lottare per stare bene: per evitare che la pigrizia o la paura di non riuscire ci impedisca di riuscire davvero. Bisogna avere fede nelle proprie capacità, e nelle proprie scelte, e nella propria forza di fronte alle delusioni personali. Una sconfitta non deve impedirci di riprovarci, perché in un modo o nell'altro un giorno riusciremo a sentirci vincitori. L'abitudine non deve far marcire un amore o un'amicizia, ma deve essere un rinforzo, anche in questo caso un incentivo per migliorare.
Sento di aver rinchiuso la purezza dei miei sentimenti per te in una canzone. Ogni volta che premo play, "Give Up The Ghost" mi infonde quel calore che a volte passa, con l'abitudine che spinge per rovinare tutto.
Ecco, ora sto meglio.